Non sono le lettere che fanno girare il mondo, sono i numeri

17/04/2010
Gianni Resta alla Casa 139
 

02/01/2010
Marcellino Lombardi aspettiamo i tuoi racconti.
Inventa la tua storia durante la fase che stai vivendo. La testata comica inventato.it è nata. Inventare l'inventato è stata l'invenzione del secolo scorso, questo è stato detto dall'esperto di invenzioni del The New York Times, lo ha confermato il giornalecomico.it la testatacomica.it inventato.it inventata.it. e linventato.it ringraziano e promettono quest'anno sorprese giornalieri. Auguri ci vediamo l'anno scorso. lo sapevate che Lo sapevate che Rafael Didoni il famoso, quello che fà il comico presentatore si rifugia in un castello sulla costa ligure, ed è appassionato di vela tanto che tiene la moglie velata? Non è vero.... che si rifugia e non è vero che Elisa è velata si è rivelata una brava e bella mamma. lo sapevate che Lo sapevate che Walter Leonardi quello famoso che fa teatro comico per lo spettacolo "Dio Mercato" è indagato per aggiotaggio. L'aggiotaggio è un reato, disciplinato dal codice penale, che all'articolo 501, intitolato "Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio", recita: «Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822 Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate: 1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri; 2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo. Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani. La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici». da wikipedia. Chi ha scritto avrebbe scritto aggiotaggio con due g in meno.
 

07/07/2009
Di Marcellino Lombardi Io non c’ero
Dopo averlo guardato con palese disprezzo il giudice chiamò a deporre il primo imputato. “Allora mi spieghi cosa è successo domenica scorsa verso le 19:30”. “Quel che è successo, vostro onore, non credo di doverglielo spiegare io. E’ di dominio pubblico” rispose il primo imputato. “Non faccia lo gnorri” lo incalzò il giudice. “Lei devi chiarire perché lei ed i suoi compari non avete fatto il vostro dovere. Avete visto quanti morti ci sono per colpa vostra?” “Abbiamo visto ma quello che è successo non è colpa nostra. Noi volevamo resistere ma se eravamo in pochi ed eravamo vecchi la colpa non è nostra. E’ dell’in-gegnere, del costruttore e di tutto l’apparato” concluse l’imputato. “E che c’entrano l’ingegnere, il costruttore e tutto l’apparato?” domandò nuovamente il giudice. “Come che c’entrano! E’ solo colpa loro se noi eravamo pochi e malandati. Io all’ingegnere glielo ho fatto presente che io e miei amici eravamo vecchi. Dopo aver fatto la muffa dovevamo solo andare in pensione. Il nostro posto non era nei palazzi ma la casa di riposo per mattoni vecchi e rincoglioniti. Ed invece l’ingegnere ci ha detto che l’esperienza è meglio della freschezza. Ma a chi vuoi fare fesso ingegné? Tu ci hai presi solo perché ci hai pagati poco. I mattoni nuovi costavano di più. Con una operazione di chirurgia estetica ci hai fatto sembrare nuovi per fottere i controlli. Il lifting ha funzionato e ti sei messo in tasca quello che hai risparmiato. Non solo. Non contento del nostro vecchiume ha detto pure che dovevamo essere pochi”. “E lei gli ha fatto presente anche questo?” “Certo signor giudice. Ma è stato come se non glielo avessi detto. Mi ha risposto che più pochi ne eravamo più belli sembravamo. Che l’abbondanza crea baldoria, confusione. Che la tranquillità si ottiene con l’austerità. Che proprio perché eravamo vecchi dovevamo essere pochi. Non essendo più giovani che bisogno c’era di fare orgie ed ammucchiate? Così ci ha presi e ci ha schiaffati nei palazzi”. Dopo la testimonianza del mattone il giudice, sempre con lo stesso disprezzo, chiamò a deporre il secondo imputato chiedendogli cosa avesse da dire a sua discolpa. “Più o meno quello che ha detto il mattone vostro onore. Anche noi ferri eravamo pochi e malandati. Una volta, quando eravamo giovani eravamo tosti. Lei non ci crederà vostro onore ma avevamo rughe per tutta la lunghezza del nostro corpo.” “Come, da giovani avevate le rughe per tutto il corpo?” domandò sorpreso il giudice. “Capisco la vostra sorpresa signor giudice ma per noi ferri funziona al contrario di voi uomini. Le rughe dalla testa ai piedi, o zigrinatura come la chiamate voi, le abbiamo da vergini. Poi dai oggi, dai domani, dai dopodomani, diventiamo lisci e vecchi come le mazze. Io glielo ho detto all’ingegnere che eravamo più lisci degli alberi della cuccagna ma si vede che questa era la sua cuccagna, prendere ferri vecchi e lisci. E quando mi voleva infilare nel palazzi insieme ai colleghi mi sono ribellato e gli sono caduto su un piede. A quel punto lui ha urlato e mentre urlava gli ho spiegato che lisci come eravamo non avremmo mai superato i controlli. Lui però, fingendo di non capire, continuava a dire che non eravamo lisci e allora io per rendergli meglio il concetto ho usato una metafora”. “Che metafora?” chiese incuriosito il giudice. “Il suo pisello. Noi eravamo lisci come il suo pisello.” “La smetta di pronunciare in pubblico queste oscenità o la denuncio per oltraggio” minacciò il giudice. “E poi cosa c’entra il pisello. Voi siete dritti”. “Una volta signor giudice ma adesso, con la vecchiaia, abbiamo cominciato a curvarci un pochettino quindi la metafora del pisello sarà oscena come dice lei ma è giusta”. “E a questo punto l’ingegnere cosa ha fatto?” chiese il giudice. “Ha chiamato un imbianchino e per aggirare i controlli e ha fatto disegnare la zigrinatura su ognuno di noi. Però sul suo pisello la zigrinatura non l’ha fatta disegnare. Forse temeva che una volta zigrinato il suo pisello sarebbe stato scambiato per un pezzo di ferro ed a quel punto lo avrebbe dovuto schiaffare in uno dei palazzi che stava costruendo rendendolo per questo più antisismico degli altri”. “Basta ferro. Quest’ultima sua scurrile affermazione le costerà caro” disse il giudice ordinando alle guardie di arrestare per oltraggio il secondo imputato e chiamando a deporre con il solito disprezzo il terzo. “E allora cemento cosa ha da dire a sua discolpa per il disastro di domenica scorsa?” “Quale disastro signor giudice? Ma perché domenica scorsa è successo qualcosa?” domandò il cemento cadendo dalle nuvole. “Successo qualcosa? C’è stata una scossa di terremoto. Una scossa di terremoto che sembrava la fine del mondo” arguì il giudice. “C’è stato il terremoto? Io non ne sapevo niente” rispose il cemento esterrefatto. “Come non ne sapeva niente. Sono crollate case, palazzi, i morti non si contano tanti che ne sono e lei che stava in quei palazzi insieme ai mattoni ed ai ferri non ne sapeva niente?” urlò esasperato il giudice. “Come? Io nei palazzi insieme ai mattoni ed ai ferri?” rispose sbigottito il cemento. “Signor giudice io nei palazzi non c’ero”.
 

07/07/2009
Cari lettori de Linventato.it il pezzo che avete appena letto l’ho scritto prendendo spunto da una barzelletta che circolò a Napoli nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 23/11/1980. Avevo nove anni e quel terremoto lo ricordo come se fosse ora. Ricordo le notti trascorse in macchina. Ricordo le prime notti del rientro in casa. Dormivamo vestiti per poter scappare subito in caso di scossa. Ricordo le sfilate dei potenti che a turno tuonarono dicendoci che mai più avrebbero permesso simili sciagure. Ricordo le promesse sull’immediata ricostruzione che immediata non fu. Ricordo che in occasione del quinto anniversario del terremoto un telegiornale locale napoletano iniziò dicendo “Il terremoto ha cinque anni ma non li dimostra”. E ricordo la barzelletta di cui poco fa vi ho fatto cenno. La ricordo perché, a distanza di ventinove anni è ancora attuale. Il terremoto dell’Abruzzo ha svegliato la mia vecchia ferita d’infanzia mai totalmente rimarginata. E allora dico, se vogliamo tentare di cambiare questo fottutissimo paese, cominciamo dalle parole. Chiamando le cose con i loro nomi. E allora, quando vediamo gli edifici devastati e contiamo i morti come quelli de L’Aquila, non parliamo più di ingegneri, progettisti, costruttori, imprenditori edili, parliamo di STRAGISTI perché chi per guadagno viola consapevolmente le leggi dello stato in materia di sicurezza abitativa sapendo che potrà causare morte è solo uno STRAGISTA che non merita di vivere all’ombra dell’alibi della calamità naturale. Terremoti del genere ci sono anche in Giappone e California ma lì non contano i morti che contiamo noi. Auguro alla magistratura di riuscire ad individuare i responsabili di questi lutti. Una volta individuati chiamiamoli STRAGISTI Marcellino Lombardi
 
 04/06/2009
THE BEST OF THE YEAR (SPETTACOLO FINALE) Teatro Verdi - Venerdì 12 giugno 2008 Via Pastrengo, 16 - Milano (zona Isola) (MM2 Garibaldi, MM3 Zara)
Associazione Culturale Scuola di Arti Circensi e Teatrali diretta da Maurizio Accattato presenta THE BEST OF THE YEAR (SPETTACOLO FINALE) "Con lo spettacolo di questa sera, si conclude per il 15° anno consecutivo il lavoro della scuola. Assisterete al meglio delle improvvisazioni clownesche nate nel corso dell'anno. Sulla scena si alterneranno gli allievi più piccoli (dai cinque anni in su) e gli adulti con situazioni, pantomime, gag, trasformate in veri e propri pezzi di teatro comico. Ecco il Programma: In giro per il quartiere Isola fin dal pomeriggio, all'entrata del teatro e negli spettacoli, è garantita la presenza de I CLOWN MINIMI (ragazzi e adulti). - Ore 20.00: Bambini del Giovedi' - Ore 21.00: Ragazzi del Venerdì in " LES FURBACCHIONES " - Ore 22.00: Adulti 1° anno - Chiudono la serata la compagnia de I CLOWN MINIMI con : "FACEBOOK" Tutto avverrà, come di consueto, con la regia e la supervisione sul palco di Maurizio Accattato. BUON DIVERTIMENTO A TUTTI!!! INGRESSO AD OFFERTA LIBERA Al pubblico non è consentito accedere al Teatro a spettacolo iniziato. Segreteria Associazione Culturale SCUOLA DI ARTI CIRCENSI E TEATRALI
 
 07/04/2009
Taccuino di viaggio 2 Dopo essermi dedicato alla visita delle bellezze milanesi per antonomasia, Duomo e Castello Sforzesco per intenderci, ho proseguito la mia escursione meneghina andando alla ricerca della ricchezza. Non che me ne volessi appropriare però, venire a Milano e non vederla mi sembrava il colmo. Soprattutto per me che sono napoletano, visto che negli ultimi mesi ci hanno sfondato i timpani sulla capacità tutta milanese di tramutare ogni cosa in ricchezza. Allora non vedendola per strada e non trovandola sulla guida turistica ho cominciato a chiedere a due passanti. “Scusi ha visto per caso la munnezza?” Il primo mi ha risposto che da buon interista non vedeva le partite del Milan mentre il secondo mi ha risposto che da buon milanista non vedeva le partite dell’Inter. Ottimo esempio di par condicio! Subito dopo ho rivolto la stessa domanda ad una signora che scandalizzata mi ha detto “Giovanotto non capisco la sua domanda?” Le ho spiegato che essendo napoletano mi trovavo fortemente a disagio a passeggiare in strade sgombre dai rifiuti, al che la signora mi ha precisato che “ a Milano non possiamo mica tenere in strada la munnezza, come la chiama lei, per metterla a suo agio”. E se ne è andata. Napoli mia dove sei ho pensato. Lì tra un sacchetto ed un altro ci sono i bisogni dei cani sui marciapiedi. Un’altra signora milanese, probabilmente leggendomi nel pensiero ha leggermente divaricato le gambe ed ha pisciato nel bel mezzo di Piazza San Babila. Non credendo ai miei occhi, ho ritenuto che avesse problemi di incontinenza, vescicale o cerebrale. Nel frattempo due vecchiette che stavano portando a passeggio il cane, dopo aver assistito al misfatto, hanno commentato “Oh Sciur! Non l’ha fatta il nostro cane e l’ha fatta lei”. Solo allora mi sono persuaso che l’urinatrice stradale l’avesse fatto per mettermi a mio agio. Poiché a Napoli i cani la fanno in strada mentre a Milano no, come dimostrato dal contegno del cane delle due vecchiette, la signora milanese per non mettermi in difficoltà ha pensato di sostituirsi ai cani facendola lei in strada. Quando si dice l’ospitalità!! Chiusa questa parentesi ho ripreso il mio giro di ricognizione e finalmente, dopo tanto girovagare, un signore mi ha svelato l’arcano “Vuoi sapere dove finisce la munnezza. Le è lì che finisce tutta la munnezza” mi ha detto mentre con la mano indicava il palazzo della Borsa. A quel punto tutto mi è stato chiaro. Per mesi ci hanno sfondato i timpani sull’in- capacità napoletana di trasformare la munnezza in ricchezza. Per mesi ci hanno detto che dovevamo prendere esempio dai milanesi che sapevano trasformare, grazie ai termovalorizzatori, la munnezza in ricchezza tenendo così le strade pulite. Per mesi ci hanno detto che la nostra munnezza sarebbe temporaneamente finita negli impianti lombardi per consentirci di respirare un po’. E allora vuoi vedere che il più grande termovalorizzatore della Lombardia non è quello di Brescia ma è la Borsa di Milano? E allora vuoi vedere che è lì che finisce la munnezza che io e la mia famiglia produciamo ogni giorno? E allora vuoi vedere che è lì che sono arrivati i treni carichi di munnezza partiti dalla Campania? E allora vuoi vedere che è lì che la munnezza, una volta “lavata” diventa ricchezza? Se le cose dovessero stare veramente così vorrebbe dire che Milano è una città all’avanguardia, come da sempre dimostra la sua storia. E quelle poche volte che non lo è stata ha subito emulato altre città all’avanguardia. E fu proprio questa filosofia di vita che qualche anno fa indusse Milano a prendere come modello New York. Ufficialmente si disse che New York doveva rappresentare per Milano un modello per la sicurezza, ma in realtà doveva rappresentarlo anche per i rifiuti. Nella grande mela il problema del riciclaggio dei rifiuti fu risolto facendoli affluire a Wall Street. Lì la munnezza, attraverso oscure operazioni finanziarie speculative messe in atto da finanzieri senza scrupoli, veniva trasformata in azioni munnezza grazie alle quali nascevano colossi bancari ed assicurativi. Non si tenne conto però del fatto che a lungo andare le azioni munnezza si decompongono dando vita a crolli inattesi degli stessi colossi bancari ed assicurativi, crolli che hanno ufficialmente inaugurato la recessione. Ora poiché anche a Milano pare sia stata adottata questa tecnica – taluni però si ostinano a negarlo – adesso tutti sono in allarme e perciò stanno mettendo a punto dei piani di salvataggio per le banche. Mi auguro che questo salvataggio non avvenga mediante l’utilizzo di altra munnezza perché a Napoli siamo allo stremo. Già dobbiamo fare gli straordinari per produrre la munnezza necessaria per mandare avanti la finanza milanese dal momento che quella locale non garantiva più un elevato numero di transazioni, non possiamo produrre anche quella per salvare le banche. Con tutta la buona volontà non ce la facciamo. Siamo arrivati al massimo della produzione possibile. E’ vero che essa è una delle nostre principali voci di esportazione, però a tutto c’è un limite. Perciò una volta tanto Milano si arrangi. Dovrà escogitare altri sistemi per restare all’avanguardia. Quello che è sicuro è che l’avanguardia milanese, anche per quanto riguarda la metropolitana, rischia di essere messa a repentaglio da Torino dove, tra qualche anno dovrebbe vedere la luce la prima metropolitana automatica senza conducente. A questo punto ai milanesi non resterà altro da fare che costruire una quarta linea metropolitana, anch’essa a conduzione automatica. Naturalmente, per rimanere all’avanguar- dia, i comandi della conduzione automatica verranno muniti di appositi forellini per lo sniffaggio della coca che è, dati alla mano, la principale attività svolta negli ultimi anni dai milanesi. Dalla Milano da bere alla Milano da sniffare!! Finita la prima settimana di novembre sono ripartito alla volta di Napoli. Durante il viaggio di ritorno, sicuramente influenzato da quanto ho visto e da quanto avevo vissuto in precedenza, mi sono cominciate a ronzare nel cervello due versioni poche ortodosse, come direbbero gli sciovinisti benpensanti, di altrettante celebri canzoni che facevano pressappoco così “Jamme jamme ncoppa jamme ja munnezza accà munnezza allà”, “O mia bella cocaina te che domini Milàn”. Munnezza e cocaina. Questo è l’asse Napoli Milano. Vuoi vedere che proprio a causa di questo asse hanno assegnato a Napoli il Forum delle Culture ed a Milano l’Expo? Ai lettori l’ardua sentenza. Marcellino Lombardi P.S. Facciamo di tutto per salvare queste due splendide città dalle varie forme di degrado in cui attualmente versano.
 

20/03/2009
L'Inventore Claudio Menegatti
Non seccativi ha inventato Elio l'essiccatore solare. visita lidea Rinnovato nella struttura e con colori pastello ed impregnanti all'acqua. Più robusto e resistente alle intemperie.
 

02/03/2009
Tutti al mare Giornata mondiale dell'inventato
L'invetore scopre l'inventato. Tutti alla Corte Regina con invenzioni, risate e musica, poesia e satira, non come quello/a comico che satira. L'inventore non satira. Invetato il tavolo. Spiegheremo chi l'ha inventato, come quando e sopratutto perchè. Inventori uniti ad altri inventori inventeranno per quelli che hanno inventato e inventeranno per quelli che usufrueranno dell'invenzione inventata per se stessi. spesso l'inventore inventa per se stesso poi gli altri usano l'invenzione e fanno i soldoni. Voce del verbo inventare. Io invento tu inventi egli inventa noi inventiamo voi inventate essi inventano tutti hanno inventato. Pasqualino
 

02/02/2009
Statua di Leonardo in piazza Scala
 

02/02/2009
A Milano Ha nevicato
MILANO by nigth
 

17/12/2008
Faccio il professore il professo a ore
poi ci sono le professoresse, quando ci sono loro ci sono più resse professoresse a ore. Prima ora, seconda ora, terza ora, quarta ora e poi scala in curva, preferisco la siesta ora. Pittura Leonardo da vinci gli amici gli dicevano Leonardo da vinci così ci inviti all'ultima cena anche se c'è traffico e costa più che al ristorante. Antonello da Messina prendeva il tragetto e andava a dipingere a Reggio Calabria. Professore non ti reggo chiù- nun te regghe chiù- nun te regghe chiù. Borseggi in Centro, 12 arresti
 

21/11/2008
L'artista Conti ci stupisce con le creazioni più belle.
Conti fotografa per regalarci emozioni. Solo per la testata comica l'inventato, e per tutti gli utenti e non utenti. Grazie Conti.
 

10/10/2008
Pozzoli & De Angelis
Il "in questo caso" fotografo Conti fotografa gli amici ed è alta fotografia. L'Agenzia Grazia Neri ringrazia. il nostro archivio era ricco, con le foto dell'Artista Conti siamo più ricchi.
 

18/09/2008
Ecologia della coppia
Accoppiatevi, se ancora non avete trovato o avete recentemente sbadatamente smarrito la/il compagno, affrettatevi a farlo. Il finale diamo una serie di strumenti e di esercizi da applicare tornando a casa. Grazie ad Angelo, Arianna e Andrea (e al PIME) Un abbraccio dal vostro Silvione
 

12/08/2008
Foto:Conti
Meglio un albero che un pilastro.
 

13/05/2008
scalda e l'estate Folco Orselli ricordiamo che insieme a concetto Serranò Hanno inventato il Concetto Folco in tutti gli stadi inventata
-------------------------------------------------------- Inventato il tichetetac Paghi ogni volta che appoggi il tacco nella cerchia dei bastioni, il sindaco ha detto è per diminuire il traffico sui marciapiedi. sorridono i ballerini piangono i tiptappisti. La svegliona. E' stata inventata la sveglia sveglia, però dopo una notte sveglia prende il caffè insieme a te. Inventata la ruota a scoppio: un signore inventore era a passeggio con la bici ed é passato sui chiodi... Franco e Ciccio e Walter Chiari e Alberto Sordi HO CONOSCIUTO UNA Ho conosciuto una, mi fa che bello che sei gli faccio: ma noi non ci conosciamo mi fa: possiamo conoscerci adesso gli faccio: va bene. e ci siamo conosciuti mi fa: andiamo a fare un giro? Gli faccio: andiamo Mi fa, gli faccio, mi fa… e mi ha fatto.
 

20/04/2008
Il sogno di pietra
Storie sopite di uomini e donne impresse per sempre nella pietra e dolci canti nell’armoniosa valle. Calpesto il terreno di un sogno e sento di esserci anch’io tra quei volti e quest’immensa distesa, dove mille colori danzano al canto delle cicale mentre il vento sussurra piano il suo segreto alle foglie. Epoche passate qui hanno impresso la loro traccia hanno scolpito, graffiato nel desiderio di non spegnersi decise a divenire immortali, mentre come nel mito… evanescenti Muse giocano con gli uomini per tessere ancora le trame di una nuova arte. Il pensiero viaggia lontano, vola in alto e lungo viali alberati corrono i ricordi… “Colapesce, con la sua leggenda sorregge le sorti dell’isola baciata dal sole… Zeus regge dal suo trono dorato l’Olimpo degli dei” e torna alla memoria un tempo di fasti e cultura, quando la sicula terra viveva la sua immensa gloria. Come per magia, il tempo si snoda con frenetico ritmo ed “il canto della sena, inneggia arabeggianti sonorità, mentre Federico II ospita alla sua corte i migliori cantori della terra”. Tutto magnificamente in un solo tempo, superando del tempo le sue barriere e già si arriva ai nostri padri intenti al lavoro e le nostre madri che, con amorevole grazia tessono le tele per la sposa e ricomincia una nuova vita Tutto insieme, in un solo tempo per superare del tempo le barriere e scoprire dentro di te l’essenza della tua Anima. Rita Ziino
 
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