L'apparenza inganna, no la trasparenza. La sentenza non evidenzia la trasparenza,
ma l'apparenza.

18/07/2010
Cox18 presenta "Milano Noir e Giald" Luci e ombre di una città in 36 variazioni Dai bassifondi della città, una nuova generazione di artisti e autori prende parola su una Milano allo sbando Libro + dvd, edizioni Cox books, agenziaX Ingresso libero Letture di giallastri comici di Pasqualino: "Giallo Giallo sempre più giallo è il giallastro nuar" Per info: Cox18 0258105688, cox18@inventati.org Associazione Olinda, tel. 02 66200646, olinda@olinda.org A seguire ore 22.00 La bocca del lupo Con Vincenzo Motta, Mary Monaco regia Pietro Marcello Ingresso 5 euro
 

23/04/2010
Scarica il cd di Concetto Serranò c'è solo da guadagnarci.
www.concettoserrano.com visita il sito di concetto Il Barista, l'Astronauta e la Luna. Alla casa 139 lunedì 03 05 2010 presentazione dei suoi genitori. Concetto alla voce. Davide D'Ortona - chitarra elettrica Enzo Romano - basso elettrico Massimo Giugno - virtual drum Gianmaria Serranò. DVersion nacida en Málaga, tiene una dilatada trayectoria profesional dentro del mundo de la musica. En los ùltimos años ha colaborado con artistas de la talla de Miguel Bose, Julio Iglesia, Alejandro Sanz, Pancho Céspedes, Luis Eduardo Aute, Ana Torroja, Nacho Cano, Malú, 21 Japonesas, Marta Sànchez, Diego Vasallo, Duncan Dhu, La unión, Mecano.....También ha participado como solista en programas de TV, como ''La Bola de Cristal'', '' Entre dos Mares'', '' A mi Manera'', '' Por la mañana'', ''¿ Qué apostamos?'' HELEN DE QUIROGA - Voz, JACOB SUREDA - Teclados, PEDRO ANDREA - Guitarra y Trompeta, VINCENTE CLIMENT - Bateria, BILLY VILLEGAS - Bajo y Contrabajo. I POM- IO SON COSI'- FRESCO FRESCO- RAI 2-1981 I POM- IO SON COSI' - DOMENICA IN- RAI 1- 1981 FESTA DI COMPLEANNO RAGOO venerdì 07 maggio 2010 ore 21.00 ingresso gratuito viale Monza, 140 Milano il locale si tingerà di festa, ospitando chiunque voglia condividere il tradizionale appuntamento con il compleanno, vero e proprio spartiacque tra la programmazione dei live, anche quest’anno di altissima qualità e fruizione, e l’inizio di una stagione estiva che promette massimo relax e piacevolezza con l’apertura ufficiale del giardino (aperto fino ad ottobre inoltrato) e del bar esterno, che per l’occasione presenterà i nuovi cocktail estivi. Dopo la festa, Ragoo resterà aperto sette giorni su sette, consentendo a tutti di godere della frescura del pergolato in qualsiasi sera della settimana. La serata si animerà all’interno del locale con tre dj-set (gli Homeless, dj resident del venerdì, dj Giobigul e il Duo Mavalà, delirante coppia del sabato), le installazioni video curate dal gruppo Visual Factory e uno show a sorpresa.
 

13/02/2010
AFRICA BOUGOU
 

28/10/2009
AFRICABOUGOU ONLUS presenta al teatro Manzoni di Monza il 26 Febbraio 2010 uno spettacolo di Cabaret per la realizzazione di progetti dell'associazione. visita il sito bougou
AFRICABOUGOU ONLUS é una associazione non lucrativa che concentra il suo impegno a favore dei villaggi rurali dell'africa Sub-Sahariana. Nasce nel 2006 da un'esperienza forte e condivisa da gran parte dei soci fondatori, da diversi anni impegnati individualmente in progetti di sviluppo in africa occidentale. Con sede a Monza é stata fondata da volontari con esperienze in ambiti professionali diversi che fin da subito hanno apportato una pluralità di competenze, contribuendo alla crescita dell'associazione e allo sviluppo dei progetti. Nei luoghi ove interviene, AFRICABOUGOU conta sul supporto diretto di collaboratori locali e su una rete di contatti con istituzioni private, comuni rurali, associazioni e autorità locali. visita il sito bougou
 

25/08/2009
di Flavio Pirini
Poesiola per Viola intorno all’aiuola, che ruba un fiore all’uscita da scuola. Il giovane vigile solerte interviene, si appresta alla multa per chi contravviene. - Signorina, mi scusi ma il codice vìola. - Io sono Viola lei intende Fabìola? Fabiola. Girotti fa di cognome È la figlia diletta del capostazione - Non so chi sia e nemmeno m’importa. Ribatte quello con la faccia storta. - E male fa, perché è ragazza graziosa, bene farebbe alla sua aria seriosa. Sì .Ha questo vizio ma deve scusarla, è per via di Patrizio che vuole sposarla. - Che c’entra adesso quest’altro tizio? Me lo spieghi un po’ giusto per sfizio. - Beh non si alteri è lei che lo ha chiesto Comunque si tratta di ragazzo onesto. È storia lunga, non so se ha un momento, tutto iniziò quando fuggì dal convento… - Signorina la invito ad esser succinta. Lei cambia discorso per farla franca. - Mi chiamo Viola non Franca le ho detto! Mi prende in giro o mi manca rispetto? - Signorina la prego io sono buono, ma non mi costringa ad usar altro tono. L’infrazione è chiara e a verbale: danneggiamento di proprietà comunale. - Certo! Sicuro! E anche oltraggio alla corte! Mi arresti che aspetta? Mi condanni a morte! Sarebbe un peccato però già di lasciarci, ora che si cominciava a piacerci. Che poi di danni e di fiori non ne so nulla. Sarà stata sicuro qualche altra fanciulla. - Signorina l’ho vista. E il fiore che ha in mano? - Questo fiore è il mio dono per il vigile urbano. Non vedi il mio sguardo, non senti il cuore? Da tempo sognavo donarti un fiore. Questa commedia non ti fa pensare? Inutile è allora ciò che sto per fare? E prima che quello capisca e ribatta, Viola lo bacia e scappa in fretta. Ciao! Poi gli grida voltandosi indietro e salta su un tram salutando dal vetro. L’urbano che intanto è rosso in viso, anche se goffo accenna un sorriso. La guarda fuggire leggera di luce. Rivede le labbra, risente la voce. Vorrebbe chiamarla ma è come impietrito Ha detto sul serio o ha solo scherzato? Di colpo non scorda il nome di Viola. Ah. Rivederla, una volta, una sola… Poesietta per mietta che il tram aspetta
 

10/07/2009
CANZONETTA PER MIETTA DI FLAVIO PIRINI
Canzonetta per mietta che il tram aspetta Scalpita freme indiavolata è la fretta Sembra lasciare poi indugia ritorna Ma è mai possibile proprio oggi ritarda? Di tanta ansia il motivo è chiaro Si tratta di amore non di denaro L’innamorato è in via dei tormenti E lei ancora qua in via patimenti L’anziano signore che intanto l’osserva Prova a parlare per rasserenarla “Fa sempre così ma vedrà poi arriva Ricordo una volta che nevicava…” “sarà mica in sciopero”, interrompe una vecchia “Noi paghiamo le tasse e loro la pacchia. È uno schifo così non può continuare Di questo passo dove andremo a finire” “Dove non so” dice un laureando “Ma se il tram non arriva ci andrem camminando” “Ogni giorno ritarda da più di un mese” Si associa alle lagne un operaio albanese “Ricordo una volta che nevicava…” Riprova l’anziano che nessuno ascoltava, ma ancora una volta è interrotto dal fato: eccolo là! il tram viene avvistato. Sferraglia un po’ lento, con aria assente, non presta attenzione o poca e niente. Poi apre le porte e intanto sbuffa: “Che noia che vita qui faccio la muffa!” (È un sogno del tram, non del tramviere, di cambiare città cambiare mestiere. In fondo al viale dove si deve andar dritto, cambiare strada sparir zitto zitto. Andare a vedere un altro quartiere, “ci avrei anche uno zio da andare a trovare…” Mollare di colpo lasciare il binario anzi girarsi e andare al contrario. Passare da scuola e gli alunni invitare Fuori ragazzi si va tutti al mare! “Vi porto a Brigotti, no, a Torcella d’Alba C’è un panorama che a guardarlo ti scalda” Guarda che facce, invece trasporta. Tutti nervosi e con la luna storta. Non so che cosa ne pensiate voi ma una volta o l’altra va per fatti suoi.) Intanto Mietta finalmente è salita e sfiora appena il tram con le dita quello però è esemplare d’annata capisce subito che ella è innamorata “Signorina mi scusi, perdoni l’ardire… Lei è fuori moda se lo lasci dire. L’amore oggigiorno corre dietro alla fretta, chi non ha tempo sta solo. Disdetta! E lei che è giovane, così giovane e bella, mi va all’appuntamento in carrozzella? In taxi doveva, in metrò. Con la smart. No. lei cosa prende? Il tram in ritard” Ma mietta non sente ha un solo pensiero: arrivare per tempo dal suo condottiero. Quello nel frattempo è anch’egli appiedato. “Datemi un cavallo! un motorino anche rubato. Va bè ci vado in bici ci vado” ci va. “anche se è l’altra parte della città.” E parte di corsa senza neanche guardare il tram che si appresta Mietta a lasciare. Ma dove va! “Aspetta son qua. Non s’era detto in p.zza trinità?” Quello non sente ha svoltato già, il tram non vi dico che faccia che fa. “Signorina mi ascolti stia ferma dov’è. Quello tra poco realizza e l’è indrè. La prossima volta dia retta a me, trovatevi direttamente sul tram 23.” (che sono me) Waltzer - C/ C / Ab / G7 2 volte Ab / Ab / C / C Ab / Ab / G / G7
 

07/05/2009
“Questa sera cose turche” scritto da Giorgio Centamore con la collaborazione di Rossana Carretto, Pia Engleberth, Alessandra Sarno
Regia di ENZO IACCHETTI Lo spettacolo si apre nella sala “diwan” (relax) di un bagno turco, con la presenza di una donna immobile come una mummia che sta facendo raffreddare gli orecchini (Alessandra Sarno): è una profumiera responsabile del reparto rughe, che lei stessa definirà “l’unico reparto dove, per anzianità, invece che dirigente diventi cavia”… La seconda ad entrare in scena (Rossana Carretto) è una donna “bruttarella” e un po’ spaesata dalla vita, ma vive con serenità e leggerezza anche le situazioni più avverse. Sarà merito delle pastiglie che prende? No di sicuro, visto che confonde gli ansiolitici con quelle della lavastoviglie. La terza ad entrare è Norina (Pia Engleberth): è sposata e spossata da una vita non proprio felice. È una figura che, più che ricordare una donna, ricorda di esserlo stata. Accetta come un fatto oggettivo la realtà della sua scarna esistenza con quella antica saggezza contadina che non si ribella al fato. Mentre queste entrano in confidenza tra loro, la terza signora se ne va, e si presenta la quarta (interpretata sempre da Pia Engleberth) che tira le fila di tutti i discorsi tra donne con l’energia e il piglio di una leader (sessista) da mercato rionale. Sentenzia fuor di metafora trovando morali astruse ma plausibili. Nasce così tra loro un’amicizia profonda, di quelle che frugano nell’intimo della propria esistenza, ma che si esaurisce con la magia del momento, quando abbandonano quel posto… Si dice che nel mondo della comicità non ci siano donne: in realtà c’è solo molta dispersione. Per dimostrare invece che c’è molto da vedere, molto da dire e soprattutto molto da ridere, quattro personaggi femminili si sono ritrovati a raccontarsela in grande libertà in un modo che diverte tantissimo anche gli uomini. I discorsi “tra femmine” sono sempre appartenuti alle leggende e alla fantasia del mondo maschile, ma finalmente li vedremo rappresentati dalle migliori interpreti del teatro comico. Com’è da abitudine le donne quando si trovano in un ambiente a loro esclusivo uso, come in questo bagno turco, sciolgono remore e freni inibitori esprimendo punti di vista, raccontando episodi ed esperienze a dir poco esilaranti. Vi faranno ridere raccontando un mondo dalla forma ovarica…
 

19/04/2009
Ti tacchiti i tac Poesia in dialet di Pasquale Salvatore Conti
Ti tacchiti i tac che a Milan se caminet minga ma te ghe semper de curer no se magna poc ma te se strafoghe tant.
 

09/04/2009
IL QUADRO SVEDESE Gianvittorio Randaccio visita il sito re-censore
IL QUADRO SVEDESE Una delle grandi passioni dei calciatori è il quadro svedese. Spesso e volentieri, soprattutto in inverno, quando magari fuori c’è il campo ghiacciato, gli allenamenti si svolgono in palestra, al caldo e al coperto. Puntualmente succede che quando i calciatori entrano in palestra e vedono il quadro svedese cominciano a sorridere vistosamente, dandosi dei leggeri colpi di gomito e, alla chetichella, guardandosi in giro, come se fosse una cosa proibita, cominciano a salire sul quadro. In breve titolari e riserve finiscono per riempire tutti gli spazi del quadro, tanto che a volte stanno talmente bene che chiamano un fotografo per fare le foto ufficiali della squadra. La scena è sempre commovente: sembra di essere in un bosco, quando si vedono varie moltitudini di uccelli che se ne stanno tutti su un albero, guardandosi intorno senza fare niente di particolare, prendendo il sole o riposandosi dopo un lungo viaggio: i calciatori se ne stanno lì appollaiati, fanno due chiacchiere, ridono, scherzano, in molti fanno scendere a penzoloni le gambe o le braccia, come se si stessero annoiando a più non posso. Poi succede sempre che arriva l’allenatore e che tutti siano costretti a scendere di gran carriera, perchè, stranamente, tutti gli allenatori odiano il quadro svedese, anche quelli svedesi. E spesso capita anche che, scendendo così velocemente e con un grande spavento, alcuni calciatori si possano infortunare gravemente, fatto che fa imbestialire ancora di più gli allenatori. A volte si legge che un giocatore ha avuto un risentimento muscolare perchè ha calciato un rigore troppo forte o che si è lussato la clavicola scivolando nella doccia o che ha la caviglia gonfia per una botta presa in allenamento: non è vero niente, la verità è che l’allenatore è arrivato improvvisamente in palestra e i giocatori si sono catapultati giù dal quadro svedese in fretta e furia.
 

20/03/2009
MICHELE ANNUNZIATA
visita il pigneto Come tutti i mercoledì il Free Cabaret Live è aperto a tutti gli artisti che vogliono provare i loro lavori davanti a un pubblico sempre più curioso di scoprire cosa accade nella palestra di Free Cabaret Live. Le interferenze, le ripetizioni e gli errori producono materiale vivo che si accorda al vissuto proprio del pubblico; insomma, “non si butta via proprio nulla!”. In poche parole lo spettatore partecipa direttamente allo scambio creativo divenendo complice stupito davanti ad un’elaborazione live del tutto nuova e inaspettata. Mercoledì 8 Marzo 09 ore 22:00 alle Officine Pigneto, via Del Pigneto, 215 Free Entry. Baci a tutti Michele Annunziata Info www.officinepigneto.it Tel.062147503 Di Michele Annunziata PIEDI Che camminano Che pedalano Calli che passeggiano Divertiti Felici della loro esistenza Plantare resistente Che cura Pianta del piede amami Camminami addosso Schiacciami Calpestami Che numero? Quarantatre! MANI Mani che ti prendono Che ti toccano Tattili le impronte Che ti segnano Mani che si allontanano Ciao ciao Andrè caro Breton Occhi brevi Niente Lontano senza vista Lo sguardo Occhi cavalcati dal sorriso Notti di occhi che ti guardano Sguardi tesi nell’ombra di una feritoia Campane che suonano Sguardi che cadono sulla testa dei passanti Teste di occhi ciechi Stelle luminose non viste Sguardi paralleli Sguardi obliqui Sguardi bassi Sguardi che hanno dimenticano di guardare in alto
 

02/03/2009
Gelato
Gelato il disoccupato.
 

02/02/2009
Fast food
Competo la gara del peto.
 

07/12/2008
Un taglio al Passito di G. Randaccio re-censore.com
Un taglio al Passito Cirò sentiva che non ce la faceva più. Guidava da solo, in quei luoghi che ormai non erano più suoi, che non gli dicevano più niente. Era una giornata triste, diversa da quelle piene di sole che aveva lasciato nella sua Calabria: c’era un gran Nebbiolo, non si vedeva quasi niente, e la strada seguiva un percorso un po’ Lambrusco, piena di curve e svolte improvvise. I suoi unici amici, Brunello e Pinot, ormai erano partiti, avevano fatto fortuna, e non lo chiamavano più. Anche lui ci aveva provato, ma gli era andata male. Aveva imparato il francese e si era trasferito in Franciacorta, per poi scoprire che in realtà era finito vicino a Brescia, e non capiva una sola parola di quel dialetto. Era anche piccolino, Cirò, un vero tappo, e una sera che aveva fatto saltare il Moscato al naso a uno più grosso di lui aveva preso un sacco di botte, tanto che aveva perso un sacco di Sangue di Giuda ed era stato ricoverato a lungo in ospedale. Adesso vagava per la provincia, con il suo completo Verdicchio, la sua macchina Bordeaux e un Amarone dentro che non finiva più. Era di umore Refosco, la barba lunga lo rendeva un po’ Primitivo, il futuro gli sembrava Nero d’Avola. La sua vita, improvvisamente, cambiò a un autogrill: lì incontro Barbera, una bellissima ragazza, dallo sguardo Dolcetto e dal portamento Soave, con un bellissimo vestito di Bardolino che la rendeva un vero Chianti. Lui sentì come dei colpi di Cannonau e pensò che una Bonarda così si incontra una sola volta nella vita. Basta avventure con ragazze Croatine, o Tocai e fuga: una storia d’amore era quello che ci voleva per uscire dalla depressione, bisognava dare un taglio al Passito. Si presentò, sfoggiando il suo miglior sorriso, per scoprire che Barbera aveva appena lasciato il suo fidanzato, un tipo Barbaresco, dai modi Prosecchi, che anche gli amici chiamavano Buttafuoco, tanto era nervoso. Voleva cambiare vigna, anche lei non ne poteva più, e quando vide Cirò sentì dei brividi per tutto il Collio e come dei Vermentini nello stomaco. Era amore. Si baciarono, si fidanzarono, andarono ad abitare nella stessa cantina. Brunello e Pinot tornarono a farsi sentire e furono felici di fare da testimoni, quando Cirò e Barbera decisero di sposarsi. Una cerimonia semplice, nella chiesa di Sangiovese, celebrata da Dom Perignon, coronata da un intenso bacio sul Sagrantino della chiesa. Cirò finalmente poteva sorridere: il suo futuro ormai era Rosato.
 

17/11/2008
Omicidio per un piccolo furto per un piccolo furto. due neri risolvono il probblema della fame e la sete, poi l'arte, lo studio, e poi altro. Obama e Abba. Purtroppo non è un giallastro del gialliastra Pasqualino.
Omicidio per un piccolo furto per un piccolo furto. E' stato ucciso non da uno e neanche da due ma da tanti, tutti i giorni uccidono credendo che loro non moriranno uccidendo. La mano nera non e nera ma bianca. Milano 2008 e in Campania a morte anche Miriam. Roberto non ucciderti. Scrivici.
 

23/10/2008
La finzione e la realtà. Vivi o manichini? Vero o Inventato?
In queste pagine tutto è inventato. Quello che non lo è è un sogno. Il manichino è vero, non inventato. L'auto è stata inventata. Le foto dell'Artista Pasquale Conti sono vere o inventate? oggi consigliamo. Penne e matite come primo per scrivere le vostre invenzioni. Secondo: inviateci le vostre invenzioni le premieremo con l'inventato D'oro. Diventate giornalisti dell'inventato non è facile? Provateci in redazione, tagliamo più del 99% di quello che arriva, questo è inventato. Vino Frutta e dolce e offerto dagli inventori dell'inventato un pò giornalisti. Il cantautore Pirini da la casa 139. La testata comica.
 

30/09/2008
Corri corri che la colazione è pronta
 

25/08/2008
L'ARTISTA CONTI ANCHE IN VACANZA IRONIA E FOTO
Ombre è stata una mostra dell'artista Conti negli anni 80' intitolata. OMBRE Draghi sui mutui, Bruciati tutti i soldi oggi non si mangia.
 

12/08/2008
Foto: Conti
Il Naviglio a Milano sottosopra.
 

17/04/2008
Osteria Menù/menù mangi menù spendi
Essere o non essere questo é il problema essere non essere questa é la soluzione Pasquale Salvatore Conti amico di Pasqualino. Domande inutili: sciopero dei pescatori trequa per i pesci.Loro saranno contenti? SI-NO.c'è sempre la pesca gialla sciroppata. Non dire si se non hai capito, non dire no se hai capito... io non ho capito. Pasquale Salvatore Conti amico di Pasqualino Antipasto di piscina, di mare è finito Primi piatti - sono arrivati primi bravi - Tagliatelle tu - Penne in omaggio Secondi piatti - Gamberetti in salsa e merenghe E alla griglia vi facciamo orata o mutuo o cambiale senza interessi, direttamente a casa vostra - Il dessert è una distes di sabb dove fa cald cald - Millefoglie quadernone - Mi sa che siamo alla frutta Per finire zuppa con l'orchestra zuppa zuppappero. Vini Imbottigliati nel traffico Coperto Abbastanza Scusate era solo un assaggio, grazie.
 

16/03/2008
Foto: Conti -Milano 1988- Primarie si - primarie no - ci rifamo du spaghi MENU' AL BURRO Antipasto - primario per favore Primo - ministro Secondo - repubblica ci rifamo du spaghi Contorno - occhi - ci rifamo du spaghi - ci rifamo le rughe Rutelli di capra - sotto la panca - campa con fassino di pecora - smarrita Insalata verde - con pecoraro scaglie Dolce - la vita con stipendi da oltre 10 mila euri al mese Torta - la dividiamo - Chiacchiere - a gogò Consomè - si è consomè Gelato - il disoccupato che aspetta il tram per cercar lavor il solito tram tram con targa alterna - se a tavola siete dispari mangiate, se siete pari fumate poi ci rifamo du spaghi non c'è burro abbastanza - per prenderla nel culo non c'è burro abbastanza. Conti - 2005
 
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