![]() | 24/05/2011 Monica Vitti.
io la vitti nei primi anni novanta a Forte dei Marmi. poi non la vitti più. Monica Vitti perchè non si parla di lei? perchè lei non da segno di essere con noi? chi la vitta? chi la cerca? noi dell'inventato la vogliamo reinventare per risvegliare la memoria che passo passo passò ci portò a codesti anni con codesti costumi. Quando la vitti era il 1992 o 1993 lo ricordo perchè avevo già dipinto e stampato il mio famoso quadro "che poi e rettangolo" "a teatro" diedi a lei la cartolina che simpaticamente la piegò in 4. vuol dire che si è fatta in 4 per codesto quadro rettangolo? ricordo che intervistata disse di aver avuto la fortuna di essersi trovata sempre in belle situazioni di vita, di non aver avuto brutte esperienze, di aver incontrato sempre belle cose. Più o meno disse così. ti vogliamo bene. |
![]() | 03/04/2011 QUEST'OPERA E' STATA DERUBATA.
CHISSA' QUANDO SI RITROVERA' giallo giallo sempre oiù giallo è il giallastro di oggi.
nuar nuar sempre più nuar è il nuar di seppia.
rosso rosso sempre più rosso è il rosso di sera.
verde verde sempre più verde è la mia erba che sono il vicino.
Buona notte e sogni d'horror.
Pasqualino Conti
Stefano Piro
Folco Orselli
Claudio Sollecito
Flavio Pirini |
| 25/02/2011 Videosecondo di: Conti la musica dei paesi delle bande con questo video secondo vive. | |
![]() | 06/11/2010 foto nuar anni 10 alla casa 139 Milano. nottate che ricominciano alle 3.
sere di spettacoli
mattinè
e altre novitè
alla casa 139 Flavio Pirini è mattatore, organizzatore, attore, cantante e amico del pubblico. nemico del non pubblico e di chi non pubblica.
LaCasa139
ABBIAMO CON NOI IL FAMOSO SCRITTORE DI GIALLI LITTLE ESTEAR WHITE
DOPO COLOMBO - FLECCER - MAIGRHET - E IL TENENTE SHERIDAN
LITTLE ESTEAR WHITE CI RACCONTA DEI CASI DI OMICIDI RISOLTI DAL COMMISSARIO SPEDIN.
GOOD EVENING - GOOD EVENING
VI LEGGO DUE GIALLASTRI
GIALLO GIALLO SEMPRE PIU' GIALLO E' IL GIALLASTRO DI QUESTA NOTTE
PERCHE' UN GIALLO E' APPENA FINITO E UN ALTRO STA PER COMINCIARE
INNUMEREVOLI OMICIDI A SESTO ULTERIANO
Sesto Ulteriano vicino Milano
il commissario Spedin con la valida collaborazione del maresciallo Bosco
partono da Milano 2, passano da Milano 3, si fermano a Quarto Oggiaro per un caffè,
a Quinto Cagnino pranzano, a Sesto San Giovanni fanno merenda,
a Settimo Milanese cenano, incontrano Ottavia Piccolo, ascoltano musica di Nono.
Il decimo è l'assassino dice Spedin al maresciallo Bosco che non capisce il perchè,
Spedin si spiega meglio: Primo gli omicidi sono numerosi, secondo gli assassini sono pochi,
terzo le prove sono tante, quarto, quinto e sesto sono in periferia, settimo anche, Ottavia era in trattoria, Nono non c'è più, decimo è l'assassino.
Continuo a capire Zero dice Bosco.
Spedin spiega ancora meglio, sono le dieci di sera e non è successo niente,
andiamo a casa che i numeri uccidono ogni ora come win for life.
Giallo in tribunale
In tribunale è appena stato appena commesso un omicidio.
In aula ci sono solo: un magistrato morto e l’accusato
vivo. Il commissario Spedin fa un breve punto della situazione
e capisce che la legge non è uguale per tutti. Che
bravo Spedin.
Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro del giorno.
Anche questo caso è chiuso
grazie a tutti e al prossimo giallo
giallo giallo sempre più giallo
è il giallastro della notte che avverà
fatevi una domanda e datevi una risposta.
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![]() | 14/09/2010 Spedin e la Monacclia con Pupo. Spedin chiese a Pupo. Pupo l'investicazione a parte. Lei tu in questa vita, in questo chiamato paese Italia, dove nessuno prende decisioni e tutti vogliono comandare anche gli ascoltatori è pensabile auspicabile e meglio, la Monacclia o la Monna Lisa? risposta: La Monacclia. Il Commissario Spedin l'arrestò. Scherzavamo, sappiamo per certo che non è l'unico, arrestarli tutti non ci piace, non ci sono abbastanza carceri, questo lo dicono in tanti, forse auspicano, ma sopratutto pensano, di vivere meglio imprigionando il corpo di quelli che non la pensano come Monacclia. Spedin continuò con le domande: cosa c'entra Sanremo con Monacclia disse Pupo: non ha partecipato a miss Paese. Volevo dire, disse Spedin: chi vince deve darla al presentatore? Rispose Pupo: No Monacclia no per forza, si Monacclia, anche agli amici, di Monacclia. Spedin era stanchin, aveva guardato San Remin e quasi si ero toccato, le palle, a vedere e pensar Monacclia, che aveva un corpo. Armato. Spedin aveva fatto le domande perchè aveva pensato. E due tre giorni dopo, l'avevano pensato quelli del telegiornale delle tre. continua.... |
![]() | 05/08/2010 Vacanze (vacuanze e vacansie) d'agosto - (Le Filasbrocche - Flavio Pirini) Incurante di tutto è arrivato anche agosto,
una sbrocca gli dedico, sghemba piuttosto.
A Bologna depongono corone di fiori,
ma molti, è normale, hanno altri pensieri.
Sì, si va in ferie, che si possa ammesso.
Qualcuno coi debiti andrà lo stesso,
che a non portare i bambini al mare
uno si chiede: “Ma che ci sto a fare”?
Sdraiati in spiaggia, sui prati, ai laghi,
sperando che intanto i capoccia, non paghi,
non approfittino dell'estivo torpore
per incrementare il grande fetore.
Altri staranno col cuore in attesa,
con la paura che il ritorno a casa
gli riservi tristezza e sgomento,
con una lettera di licenziamento.
Quelli che invece hanno soldi a palate,
lavorano già con le pelli abbronzate.
Fanno su e giù tra città e litorale,
prevedono un viaggio ai caraibi a Natale.
Restano i vecchi, affacciati ai balconi,
immaginando i nipoti ai lidi lontani
e sperano arrivi una telefonata,
un senso all'attesa di quella giornata.
Per tutti gli altri non c'è che la famiglia,
il parco pubblico, la carne alla griglia,
le panchine, la birra, il giocare a pallone,
lo scorrere addosso di questa stagione.
Per me, io vorrei, scusate l'ingenuità,
che il popolo capisse la “necessità”,
che non è distrarsi andare in vacanza,
ma essere padroni della propria esistenza.
Sì bravo! Ma ci vuole la grana!
Son tutti filosofi con la pancia piena.
Per decider di sé non basta volere,
noi non possediamo neanche il sedere!
E' vero, mi scuso, dev'essere il sole.
Non so dove le prendo certe parole.
Ritiro tutto e spero mi perdoniate.
Fate buone vacanze, ovunque voi siate.
L'uovo di Pasqualino - un racconto per bambini.
di: Flavio Pirini
Tutta la cittadinanza era allibita.
Proprio nel centro di piazza duomo a Milano, tra i passanti e i turisti, tra i ghisa e i venditori di souvenir stava un colossale, incredibile, sbalorditivo uovo di pasqua.
Pasqualino, quattro anni occhi scuri e senza denti davanti, stava sulle spalle del papà e tirava su il ditino verso il cielo. Non aveva mai visto niente di così grande come il duomo, figurarsi una cosa del genere.
L’uovo era alto quasi quanto la storica chiesa e a guardarlo da sotto sembrava che le guglie facessero da ricamo alla superficie liscia dell’ovale di cioccolato.
Nastri di meringhe multicolori giravano tutto intorno e c’erano scene di vita popolare dipinte con albume e zucchero.
In cima, come addormentato, stava un angioletto di marzapane.
La gente stava con lo sguardo in alto, meravigliata e incredula. Perfino i piccioni non osavano posarsi sulla sorprendente novità e le statue della facciata sembravano osservare con la coda dell’occhio, forse facendo qualche commento di disappunto.
In breve si radunò una folla di curiosi e cominciarono ad arrivare anche i fotografi e le tv. Centinaia di mani scattavano foto per immortalare l’uovo e si sentivano i commenti più disparati.
Finalmente si fa qualcosa per la città, chissà cosa è costato, in questa piazza non si riesce mai a stare in pace, sarà una trovata pubblicitaria, bella raga, ecc...
Circolò la voce che fosse un regalo del premier, ma fu subito smentita. Qualcuno disse che faceva parte delle grandi opere dell’expo. Altri chiamavano in causa gli americani, gli alieni e anche padre Pio.
I bambini sgranavano gli occhi sperando di potersi buttare alla distruzione mangereccia.
Pasqualino all’idea sfoderò il suo sorrisone sdentato.
Poi cominciarono ad arrivare le autorità: il comandante dei vigili, poi la giunta, il sindaco ed infine anche il vescovo. Bruno Vespa informato cambiò in corsa l’argomento della serata di “porta a porta” e commissionò una riproduzione dell’uovo in scala. “mi zio fa er pasticcere dottò”, buttò lì un macchinista, ma si preferì realizzarlo in cartone e legno. Bah.
Intanto nella piazza non si sapeva bene che fare. Il sindaco stava per rilasciare una dichiarazione, quando Pasqualino disse: “Ma se l’uovo è così grande chissà la sorpresa!”
“Certo!” dissero tutti. Nessuno ci aveva ancora pensato. Quale sarà la sorpresa? Cosa conterrà una colata di cioccolato così imponente?
“Apriamolo! Apriamolo!” gridarono in molti, ma un cordone di polizia impediva di avvicinarsi.
Ci fu qualche spintone e qualche “calma, calma!” e in quel trambusto Pasqualino passò tra le gambe di un poliziotto e arrivò ad appoggiare le manine sull’ovone. Grattò un po’ di cioccolato e poi si succhiò le dita.
In quel momento si udì un suono morbido ma possente, profondo, continuo come quello di un diapason.
L’uovo cominciò a vibrare.
“Mi sa che l’ho fatta bella” pensò Pasqualino.
Il suono si fece più forte ed in pochi secondi l’enorme massa si polverizzò disperdendosi. Poi la polvere ricadde coprendo tutto di un velo di cioccolato come si fa quando si prepara il tiramisù, svelando l’interno, la sorpresa.
Tutte le ingiustizie mai sanate, tutte le preghiere delle persone sole, i sogni mai realizzati, i pensieri sinceri, le suppliche e le lacrime mai ascoltate, gli amori anelati, le parole mai dette, le lettere mai arrivate, le speranze e i futuri possibili, si alzarono nel cielo di Milano, in un turbine finalmente visibile, finalmente ascoltato, finalmente narrato, finalmente accolto, finalmente liberato.
Chi vedeva fogli colorati, chi farfalle, petali di fiore, goccioline di nuvola, rondini e uccelletti, che andavano posandosi sui balconi, sui davanzali, sui fili dei tram e più in là fino alle periferie, alle rotonde, ai centri commerciali e poi nelle case umide o sulle panchine dei parchi e delle pensiline.
Ci fu silenzio.
Tutti i milanesi rimasero lì. Ammutoliti e completamente ricoperti di polvere di cacao. Un po’ disorientati e un po’ emozionati. Con la bocca aperta ed il naso in su, come quando al circo c’è il numero dei trapezisti.
Pasqualino leccandosi le mani guardò in alto verso il duomo.
Dall’ultima guglia la Madonnina gli faceva l'occhiolino. |
![]() | 26/06/2010 A Denver nel Cansas A Denver nel Cansas vicino Capri c’era una capra che
stava a pecora sopra la panca, sotto la panca c’era la pecora
che stava a capra. Quindi la pecora sta a capra, come la
capra sta a pecora. Per il commissario Spedin l’operazione
era caprese. Il caprone non si era lavato, il caprino era sul
tavolo, sotto il tavolo c’era il pecorino. Quindi il caprino
sta al pecorino come il pecorino sta al caprino. Buon appetito.
Non c’è assassino che non abbia ucciso, sino a prova
contraria.
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![]() | 10/12/2009 Omicidio rosato di: Pasqualino Era dell’anno 1986 Cristoforo Mondeno, del mese di
novembre, del giorno 14.
Nato in Basilicata ha vissuto i suoi anni in un paesino di
montagna, vicino al mare. In cantina c’era il lago, in soffitta
c’era la fitta. Il commissario Spedin non sapeva cosa
fosse la fitta, gli dissero che somigliava a una palafitta, una
palafitta in soffitta?
Spedin non voleva crederci. Salì, ridiscese dopo pochi
minuti, e disse: È un fiume in piena. Lui vedeva sempre il
bicchiere mezzo pieno, in cantina però lo vide mezzo
vuoto, lo svuotò e cercò l’assassino di Cristoforo
Mondeno.
Sul cadavere era stata trovata un’etichetta sulla quale
era scritto: imbottigliato nel traffico, contiene solfiti, non
si sa quanti, anno 1986.
Spedin capì che c’era un nesso con la data di nascita e
mescita del morto e del rosato. Dichiarò che l’assassino
voleva ucciderlo da quell’anno 1986. Perché e chi? chiesero
tutti in coro gli amici del bicchiere mezzo pieno e
mezzo vuoto che fa rima con coro.
L’assassino è il degustatore del rosato, che confessò
che quando nacque Cristoforo era una buona annata,
mentre degustava un rosato pregiato. La mamma di
Cristoforo ebbe le doglie e urlò, al degustatore gli andò
di traverso, una mosca entrò nella botte, rischiò di morire
soffocato, odiò il rosato e da quel dì tutte le sere è
ubriaco di moscato.
Cristoforo faceva il vigile. Nel giorno dell’omicidio, al
mattino fermò il degustatore col motorino in via Bacco,
gli fece fare il palloncino e gli ritirò la patente. La sera il
degustatore commise ciò che commise. Spedin lo arrestò .
Il rosato sull’arrosto è consigliato, ma Spedin è vegetariano,
bevve rosato e lasciò il moscato, al ritorno a casa
guidò tranquillo, Cristoforo Mondeno non era più in
giro a far fare palloncini senza fare il clown. Che clown
tipo.
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![]() | 27/10/2009 Il giallastro del mercoledì horror Era Mercoledì sera il giorno dell’omicidio di Oscar
Peret.
Il commissario Spedin incontra la moglie , Ausonia
Ceret “in Peret”
il marito è stato ucciso da più colpi al
cuore, con un corpo contundente.
Nel lavandino c’è un
coltello a serramanico sporco di sangue.
La moglie dichiara
che stava uccidendo un pollo per farlo allo spiedo, il
marito l’aiutava lei lo vide morto e sanguinante all’improvviso
spruzzava sangue, il pollo scappò, la moglie chiamò la
polizia non per il pollo che scappava ma per il marito esangue.
Arrivò Spedin. C’era sangue dappertutto disse:
Tra
moglie e marito non metter dito, lo mise e si tagliò.
L’occasione fa l’uomo ladro, fidarsi è bene non fidarsi e
meglio, chi va con lo zoppo impara a zopicare, chi non
risica non rosica. Lascio il caso al caso e in quella casa non
entrò mai più. Il caso per caso è stato chiuso in un cassetto
e la famiglia rimase tradizionale.
Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro orror
Giallo oscuro
Al chiaro di luna, a mezzanotte e tre, una nuvola la luna
oscurò. La nuvola passò e tutto ritornò chiaro. Il discorso
tra i due soci, Arnaldo Oscurato Finzi e Osvaldo
Chiarificato Fonzi, era acceso. Il falò anche.
Sulla spiaggia,
vicini a qualche scoglio, i gamberi andavano e tornavano a
marcia indietro e a gambe levate. La luna era calante. Il
sole sarebbe tornato all’alba, ma non per Osvaldo e
Arnaldo che furono trovati morti accanto ai carboni del
falò ancora caldi. I corpi erano già freddi a parte la parte
esposta al falò. Il commissario Spedin fece un giro, catturò
un gambero e lo gambizzò. Adesso il gambero non va
più indietro ma in carrozzina, prende la pensione dello
Stato e l’accompagnamento della gambera, quanto gamberà?
Questo non si sa.
L’indagine si concluse dopo l’interrogatorio
delle segretarie dei due malcapitati soci dell’azienda
di frigoriferi denominata Fredda e Scalda, un’invenzione
che aveva portato i due al successo economico.
Fu con questo prodotto che l’azienda portò in Borsa un
frigo da una parte freddo e dall’altra caldo.
Il commissario Spedin pensava mentre interrogava le
segretarie signorina Marianna Congelata e Vittoria
Riscaldata. La signorina Congelata si stava sciogliendo alla
vista del commissario e la signorina Riscaldata ardeva dalla
voglia di abbracciarlo. Lui pensava: queste me le porto a
casa, così sia d’estate sia d’inverno sono a posto. Dove eravate
la notte dell’omicidio? Perché di omicidio si trattava,
di questo era sicuro il commissario. Eravamo davanti a
Milano davanti alla Borsa, aspettavamo che aprisse, dovevamo
giocare a caldo, no a freddo rispose l’altra.
Il commissario
le arrestò a casa sua perché non sopportava il
caldo e nemmeno il freddo. L’amore preferiva congelarlo
e riscaldarlo a suo piacimento. La Borsa crollò ma chi
visse, visse al chiaro di luna a mezzanotte e tre.
Il vigile Urbano si chiama Urbano.
Vigile Urbano.
Scusate lo hanno chiamato.
Sua moglie al mattino non gli dice sei sveglio, gli dice sei
vigile? E lui le fa la multa, per aver parcheggiato la caffettiera
ai bordi della carreggiata all’incrocio con il semaforo
sotto casa in prossimità...
Giallo, giallo giallo sempre più giallo è il giallastro del
mese
Giallo urbano
Mentre vigile Urbano era intento a scrivere multe, un
pedone (incrocio tra pedofilo e coglione) passava sulle
strisce bianche della divisa del vigile, scambiandole per
strisce pedonali. Dentro, però, c’era Urbano. Ti tolgo i
punti d’invalidità. Urbano era ammaccato: è passato un
camion e lo ha stirato. La divisa adesso sostituisce le strisce
pedonali.
Si sospetta un omicidio. Il commissario Spedin indaga
per strada e vede che tutti erano stati multati da vigile
Urbano. Chiude il caso e se ne va a casa.
Giallo, giallo giallo sempre più giallo è il giallastro del
mese.
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![]() | 23/09/2009 di FABRIZIO CANCIANI e STEFANO COVRI
il CD "DELITTI E CANZONI" di FABRIZIO CANCIANI e STEFANO COVRI
Composizione di canzoni
Ascoltando i brani che compongono il CD “Delitti e canzoni” si può scoprire che il confine tra il genere “giallo”, il “noir” e la canzone d’autore a volte è labile. Che si possono usare le canzoni per raccontare inquietudini e sospetti, delitti inventati e delitti reali, oppure per celebrare le gesta di un genio del brivido come Diabolik. Ma si riesce anche a percepire come l’ironia e l’umorismo siano parenti stretti delle atmosfere noir.
A fare da sfondo all’album la città ispiratrice per eccellenza, Milano, con i suoi lati nascosti nella nebbia e la sua sconosciuta poesia.
La scelta musicale si è orientata verso strumenti acustici, suoni “puri”, con il predominio delle chitarre. Attraverso l’arrangiamento i brani mantengono un’uniformità stilistica, pur spaziando in diversi “mondi” sonori.
Confezionato elegantemente in formato digipack, il Cd contiene in allegato il libretto di 20 pagine, realizzato dall’art director Daniela Basilico, e impreziosito dai disegni originali dell’illustratore Tiziano Riverso. Oltre ai testi delle canzoni e ai credits, dei brevi scritti introduttivi completano l’opuscolo.
Il Cd “Delitti e canzoni” fa parte di un progetto multimediale più ampio, che comprende anche uno spettacolo di teatro-canzone ed un libro edito da Todaro.
Track list:
1) Non c'è Milano
2) Esci Diabolik
3) Il tempo è dei filosofi
4) Divorzio messicano
5) Palacinka (la danza del pendolare)
6) Che il mondo se la cavi come vuole
7) Cronista di nera
8) La ballata dei cerutti
9) A volte sono i nomi (dedicata a Peppino Impastato)
10) Sono sospettoso
11) L'assassino cantautore
12) L'ago di piazza Cadorna
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![]() | 19/04/2009 OMICIDIO IN PELLE Omicidio in pelle
Portare a casa la pelle era l’obiettivo dell’uomo moderno.
In tutte le sfilate la pelle era di casa, in giardino c’era la
pelle d’oca. Faceva freddo quel mattino di novembre ad
Aosta. Così noi non eravamo là, ma in Sardegna a Cala
Putta, meno freddo, c’è il sole, il mare e la pelle è dorata.
La sfilata stava per iniziare, le signore impellicciate e le
signorine scamosciate non stavano nella pelle in attesa dell'ultima
moda in pelle. Gli autisti attendevano fuori con le
scarpe in lucida pelle: che palle! La stilista Marta
Marmotta dava le ultime disposizioni: le pellicce dell’era
primitiva di là, le scuoiate di qua, tra poco inizieremo la
sfilata! Erano tutte pronte. Le parrucchiere e le truccatrici
seguivano il trucco e parrucco, le sarte mettevano gli
spilli nella pelle, le indossatrici erano otto. Iniziarono ad
andare in passerella a una a una, la prima, la seconda, la
terza una casa editrice, la quarta e poi scala in curva, la
quinta, le quinte, la sesta, la siesta, la settima settimana e
l’ottava non usciva, era l’Ottavia, dove è andata l’Ottavia
disse Marta Marmotta? È morta, disse la sarta. La sfilata
finì. Fu chiamato il commissario Spedin che indagò sulla
pelle dell’assassino e dichiarò che è stato un pelo del porceddu.
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![]() | 09/04/2009 OMICIDIO FOTOGRAFATO
Pasqualino per l'inventato Omicidio fotografato
Il morto: Frederic Fransuas, 30 anni e basta, morto il giorno
del compleanno, faceva il politico socialmente impegnato
per le cause dei poveri, contro le guerre e le ingiustizie.
Il commissario Spedin lo pianse. Il corpo l’aveva trovato
uno che faceva il politico, Sem Ciappato, che aveva
pubblicizzato il suo slogan così: più polenta nelle nostre
case, meno prostitute nelle nostre strade, qualcuna la portiamo
a casa nostra!
Il giudice disse: è lui l’assassino. Sì, può essere, disse
Spedin, ma così finisce il giallo che Pasqualino sta scrivendo.
No, non è lui.
Indagò nelle sedi sindacali. È il sindaco ,disse il G.I.P.
Sì, può essere, disse Spedin, ma sono solo poche righe in
più. No, non è il sindaco.
Spedin indagò in tribunale. L’avvocato di un noto in
politica disse: è tutta colpa dei sindacati e della sinistra. E
dei magistrati, rispose il cliente dell’avvocato. È stato lui,
rispose Spedin e lo arrestò. Scusa Pasqualino, disse, qua
finisce il giallastro. Gli confiscarono i beni e lo misero a
fare l’operaio a mille euro al mese. |
![]() | 02/03/2009 Dal sushi non nasce niente dal nuar di seppia nascono i fiori Dal nuar di seppia |
![]() | 02/02/2009 Estate Non è nuar l'estate di seppia.
è a colori la nostra estate.
è in bianco e nuar l'estate al mare di notte.
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![]() | 21/12/2008 Omicidio a Miami bic
Era scritto nel destino.
La vittima, il signor Biro, un famoso scrittore, faceva l’alpino “per via della penna”, celebre per il libro Esercizio di stilo. Si era innamorato di Matita, una temprata ballerina del carioca.
Si conobbero un giorno mentre Matita si allenava sulle punte che ormai erano tutte grafite. Si scrissero a lungo, si incontrarono a corto. La vita della coppia rigava tranquilla.
Una notte arrivò una telefonata alla centrale: correte, Biro ci ha lasciato le penne. Il commissario Spedin si diresse verso l’autostrada, prese l’A4 e lo piegò in due.
Arrivò con la sua squadra e la mise in riga. Trovò Biro morto, riverso sul cappuccio. Non c’erano tracce di zucchero, una fine amara, quindi difficile scoprire l’assassino.
Dopo ventidue anni di indagine (con calma) Spedin, il commissario, una mattina arrivò compasso deciso, il cerchio si stava chiudendo, sospettava di uno basso e tracagnotto, detto il grassetto, ma non c’erano prove. Qualcuno le aveva cancellate. Spedin risolse il caso, spedin un fax “l’assassino è il bianchetto”.
Matita adesso subisce censure, è facile cancellarla, ha girato pagina, si è comprata un cane da punta. Povera Matita, una vita spezzata.
La soluzione: tempera matita.
Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro di oggi.
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![]() | 21/11/2008 GIALLO IN CHINA E NUar nuar sempre più nuar è il nuar di seppia. GIALLO IN CHINA
Chiuse gli occhi Lee Canton nell’abitazione-studio, magazzino-negozio, sala da the; Lee Canton, il saggio cantastorie, li chiuse per qualche attimo, e appena li riaprì, i vigili urbani, che dormono, gli avevano già fatto la multa. Il saggio prese la multa e lesse: le patate erano lesse e disse a 70 si vendono, a 80 non le vuole nessuno. La sanzione così recitava: per chiusura occhi, fuori dagli orari di lavoro stabiliti, in comune accordo tra sindaco, vice e tira carrelli. Euro 430 + 30 x francobollo, busta , sputazza, notifica, rettifica e per il collirio della mutua. Il vecchio saggio perse la speranza e disse: la saggezza l’hanno portata con loro i morti e i vivi ricercano solo la morte. In quell’istante in strada tra via Sarpi e via Da qua, era caduta morta con un colpo di spada secco una ragazza con gli occhi a mandorla. Il saggio disse: non piangiamo sul latte versato. La ragazza faceva la cameriera in un restaurant nei paraggi, era sempre gentile e sorridente riferirono i colleghi e gli amici al commissario Spedin
Mentre degustava spaghetti di soia con bambù, riso,gamberi, pollo, funghi sotto i piedi in piscina, con salsa piccante, Spedin fa un breve punto della situazione. Giallo in china, si sarà inchinata la ragazza per raccogliere un fiore? e cosa c’entra il colpo di spada secco se nel menù non era previsto? Fosse stato, colpo di coda secca di gambero? Spada di Giussano è l’assassino. Sequestrò lo spada secco e con un colpo di coda legò la lega alla finestra sopra la cucina del restaurant che gestiva Lee Canton che disse: molile col plofumo non è da saggio. E buona la china a fine pasto disse Spedin e si inchinò. Il saggio chiuse gli occhi e morì. Ancora oggi la china è saggia, assaggia la china, c’è il menù paghi pechino.
San Sebastiano da po (Torino) 23/12/2008 ultime notizie.
La cascina dei sogni dove la mafia non comanda più. E' Garibaldi che comanda. |
| 06/10/2008 OMICIDIO IN TRENO
harley-davidson
OMICIDIO IN TRENO
Erano in tre nello scompartimento ed erano in treno, fossero
stati di più o di meno non sarebbero stati in tre no!
Due,
uno di fronte all’altro, vicini al finestrino e l’altro
accanto a uno vicino al finestrino, girati con la faccia
verso la direzione del treno.
Erano partiti da Bologna
diretti dal maestro.
Muti se ne stavano, andavano a Bari.
il
treno no, andava a carbone.
Era il millenovecentotre. I tre
dopo 20 minuti non avevano detto una parola, si studiavano:
erano forse studenti? Questo ancora non si sa. Si sa che in
quello scompartimento erano in tre.
Al ventitreesimo minuto
salì il quarto e cominciò a parlare, parlare, parlare.
Uno dei tre disse: si stava meglio quando eravamo in tre no.
L’ultimo arrivato si chiamava Amedeo De Molfetta , un
giovane del 1883, capelli grigi, occhi rossi, naso a punta
spuntato, orecchie ad elefante, pesava circa 48 kili ed era
alto 230 centimetri. Gli altri tre si chiamavano: quello
vicino a quello vicino al finestrino Francesco Fracasso,
faceva il muratore per via del fracasso, aveva 30
anni,quanto fosse alto non lo sappiamo, perché non si è
ancora alzato. Sappiamo poco e chi se ne frega. I due vicino
ai finestrini erano gemelli, si vedeva erano uguali, solo
che uno era girato in direzione della direzione del treno e
l’altro dava le spalle alla direzione. I due gemelli ai
polsini avevano l’orologio. Amedeo disse è notte, e poi
disse no, siamo in galleria, avevano visto una mostra?
Usciti dalla galleria videro un mostro:
Francesco Fracasso
aveva addosso Amedeo De Molfetta con trenta pugnalate alle
spalle. I gemelli tirarono il freno d’emergenza. Era tanto
che avevano voglia di tirarlo. Il treno si fermò vicino ad
un passaggio a livello.
Fermo al passaggio a livello c’era
il commissario Spedin in auto che andava in Puglia. Se
sapevo prendevo il treno disse, avrei avuto più
possibilità di capire chi è l’assassino. Al
controllore controllò i biglietti, il capo treno si mise
in capo le mani, il carbonaio si riposò un po’. Il
commissario Spedin interrogò tutti e capì chi era stato
l’assassino.
L’assassino è stato tutto il treno.
Carbonaio, capo treno e bigliettaio erano in tre no. Più
ventisette biglietti spizzicati fa 30 pugnalate al povero
Amedeo De Molfetta, solo perche aveva interrotto il treno di
muti che viaggiavano da venti minuti. E non erano sordi e
muti.
Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro in tre
no. nuar
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![]() | 25/08/2008 Non è un'ombra Nuar: nuar nuar semper più nuar è il nuar di seppia
IL NUAR GRIGIO MILANO
Il grigio Milano è un colore approvato da tutti i colorifici e dall’artista Conti.
L’inquinamento delle prove era provato; anche il commissario Spedin era provato. Era stata approvata la trovata dell’Ecopass. L’Eco, l’Umberto passava, con la famiglia Brambilla passava, sulla vecchia Balilla che andava a cento all’ora. Era stato multato. Non c’è più la Milano di una volta e la famiglia Brambilla è morta. Rimane solo la vecchia grigia e depressa, col grigio Milano nel cuore, rossonero e neroazzurro.
Tutti erano d’accordo sul multare. Multa tu che multo anch’io era il motto al centro vigile che dorme.
La sindachessa è stata uccisa. Dall’uomo grigio testimoniano a palazzo. Il palazzo era grigio, in doppio petto grigio Milano, senza un cuore né rossonero né neroazzurro. Il tifo era grigio Milano.
Il commissario Spedin andò a San Siro: era grigio anca lu. Chiese… grigie anca lor. La Campania suonò. Simm chiù colorati nualtri. Quel giorno l’Inter città affrontava il colorato Napoli. Nacque così il gemellaggio e il grigio è diventato colorato. Il commissario Spedin chiuse il caso e la balilla della famiglia Brambilla fu portata allo sfascio. La città morì con letizia, tra colori di rifiuti e il famoso, ormai in tutto il mondo, grigio Milano.
L’artista Conti è stato premiato e, insieme al commissario Spedin, ridipinse la città, sponsorizzati da tutti i colorifici grigi del mondo nuar.
Nuar nuar semper più nuar è il nuar di seppia.
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![]() | 12/08/2008 Foto: Conti Cosa pensa un pittore mentre imbianca una finestra dopo aver dipinto una madonna non è dato saperlo all'avaro mercante che non gli presta i soldi per finire una scultura. L'artista Conti è poeta pittore scultore cantore e comico e. |
![]() | 08/07/2008 L'estate è Scalda Nuar: nuar nuar semper più nuar è il nuar di seppia
IL NUAR GRIGIO MILANO
Il grigio Milano è un colore approvato da tutti i colorifici e dall’artista Conti.
L’inquinamento delle prove era provato; anche il commissario Spedin era provato. Era stata approvata la trovata dell’Ecopass. L’Eco, l’Umberto passava, con la famiglia Brambilla passava, sulla vecchia Balilla che andava a cento all’ora. Era stato multato. Non c’è più la Milano di una volta e la famiglia Brambilla è morta. Rimane solo la vecchia grigia e depressa, col grigio Milano nel cuore, rossonero e neroazzurro.
Tutti erano d’accordo sul multare. Multa tu che multo anch’io era il motto al centro vigile che dorme.
La sindachessa è stata uccisa. Dall’uomo grigio testimoniano a palazzo. Il palazzo era grigio, in doppio petto grigio Milano, senza un cuore né rossonero né neroazzurro. Il tifo era grigio Milano.
Il commissario Spedin andò a San Siro: era grigio anca lu. Chiese… grigie anca lor. La Campania suonò. Simm chiù colorati nualtri. Quel giorno l’Inter città affrontava il colorato Napoli.
Nacque così il gemellaggio e il grigio è diventato colorato. Il commissario Spedin chiuse il caso e la balilla della famiglia Brambilla fu portata allo sfascio. La città morì con letizia, tra colori di rifiuti e il famoso, ormai in tutto il mondo, grigio Milano.
L’artista Conti è stato premiato e, insieme al commissario Spedin, ridipinse la città, sponsorizzati da tutti i colorifici grigi del mondo nuar.
Nuar nuar semper più nuar è il nuar di seppia.
Spaghetti in ville
Nelle ville di Quarto Oggiaro a Milano da oggi si succederanno rapine paurose: la prima sta avvenendo in questo momento. Il commissario Spedin è in ufficio e ancora non sa niente; ma ecco che arriva una telefonata. Pronto polizia, chiamo per una rapina. Aiuto, venite subito in via Taldeital n. 10, mio marito è tramortito, ha preso uno spaghetto. Dove? Al negozio vicino casa. Era precotto? No. E lei dove era? Ero uscita, perché sono a dieta.
Cosa ha visto quando è rientrata? Mio marito con la forchetta in gola e lo spaghetto sulla pancia. Signora non tocchi niente si ricordi che è a dieta. Va bene, ma arrivate subito, altrimenti trovate freddo.
Il commissario Spedin esce, sale in zucca " la chiama zucca l'auto di servizio" fa un riso ad un passante che risponde con un piatto piano e un bicchiere in mano cin cin cin cinnato: auguri e maschio o femmina? Non lo sappiamo forse trans: in tal caso potete chiamarlo Bonito Oliva: preferisco i datteri. Capperi! Arrivederci! Arrivederci.
FINE PUNTATA. NUAR
Nuar nuar sempre più nuar è il nuar di seppia.
STANZA D’ALBERGO
Stanza d’albergo,
filo letto televisione attaccata
stanza da letto e gabinetto
finestra di lato
silenzio ascoltato
telefono attaccato
signore e signori di notte
pronti ad ascoltare
possono chiamare
ma non puoi rispondere
è solo un segnale
camera d’albergo
dimenticavo! abaciur.
UN BACIO NEI SOGNI
Un bacio nei sogni. Sogno
Sogna
Un bacio nel sonno
Sogna
Sogno un bacio nel sogno
Un sogno al bacio
Nel sogno sogni . sogni. Sogni
Un bacio da sogni
Un bacio nei sogni
Buona notte. Notte di baci e di sogni
Baci baci. Baci e sogni
O sogni o baci?
Sogni. Dove vai?
Dove sei? Sogno qua!Il musico è anche comico il comico pensa al musico per fare il comico pensa al comico per fare musico.
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![]() | 20/03/2008 Foto: Conti -2006-
NUAR Nuar nuar sempre più nuar è il nuar di seppia
Nelle ville di Quarto Oggiaro a Milano da oggi si succederanno rapine paurose: la prima sta avvenendo in questo momento. Il commissario Spedin è in ufficio e ancora non sa niente; ma ecco che arriva una telefonata. Pronto polizia, chiamo per una rapina. Aiuto, venite subito in via Taldeital n. 10, mio marito è tramortito, ha preso uno spaghetto. Dove? Al negozio vicino casa. Era precotto? No. E lei dove era? Ero uscita, perché sono a dieta. Cosa ha visto quando è rientrata? Mio marito con la forchetta in gola e lo spaghetto sulla pancia. Signora non tocchi niente si ricordi che è a dieta. Va bene, ma arrivate subito, altrimenti trovate freddo.
Il commissario Spedin esce, sale in zucca " la chiama zucca l'auto di servizio" fa un riso ad un passante che risponde con un piatto piano e un bicchiere in mano cin cin cin cinnato: auguri e maschio o femmina? Non lo sappiamo forse trans: in tal caso potete chiamarlo Bonito Oliva: preferisco i datteri. Capperi! Arrivederci! Arrivederci.
FINE PUNTATA. NUAR
Nuar nuar sempre più nuar è il nuar di seppia.
E' ancora Giallo, Giallo giallo sempre più giallo è il giallastro di ier.
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