Non dire si se non hai capito, non dire no se hai capito... io non ho capito.
La storia
dello Scaldasole

Pasqualino presenta:
Quiz quiz che quiz che quiz che quaz.
Domanda: Un ex fiume
Risposta: Expo
expò milano - voci controcorrente - pirini come celentano?
Milano selezionata per l’expò. coro di consensi da destra e da sinistra.
Io invece voglio esprimere qui pubblicamente il mio più grande disappunto.
Questo riscatto farlocco della nostra immagine, questo sbrodolarsi di una soddisfazione effimera come aver vinto i mondiali, questo orgoglio nazionale da borghesi piccoli, questo esultare di commercianti imprenditori e tabaccai mi fa vomitare.
Questa credulonità dei disoccupati che, con il culo dolorante, si bevono l’illusione di 70.000 nuovi posti di lavoro, mi fa venire voglia di mandare a cagare tutti i lavoratori, sempre proni ad ogni promessa di sodomia. Questo litigarsi il merito, il vantarsi di essere portatori di ricchezze e benefici, l’annunciare il tempo dell’avvento mi ricorda i venditori di elisir miracolosi dei film western.
Io non ci credo. Contrariamnte alla santanchè io non credo.
Non credo che ciò porterà a dei benefici per la città. Le grandi opere che cambieranno il volto della città me le immagino già.
Colate di cemento grandi quanto l’everest.
Promesse di verde che si traducono in aiuole per far cagare i cani.
Piantumazione di alberi sifilitici su pavimenti di pochi centimetri di terra che nascondono montagne di detriti da costruzione.
Potenziamenti dei trasporti che durano un’estate. Nuovi treni superfighi per i turisti tedeschi e la stessa merda per i pendolari. L’idea che si costruisca un canale che trasporti su acqua la gente dai navigli alla nuova fiera mi fa a dir poco incazzare mentre viene distrutta la darsena.
E pubblicità a gògò. Cartelloni, striscioni, pieghevoli, broshure carta carta carta e pannelli grandi come palazzi che ci diranno come è figo l’expò e cosa dobbiamo comprare per goderne un po’ anche noi.
Nuove strade con pedaggi "provvisori" per 100 anni. Grandi dispiegamenti di forze per costruire nuove rotonde, nuovi svincoli, nuovi parcheggi da 80.000 posti dove finito l’expò non parcheggerà più nessuno e ci faranno il mercato rumeno.
E poi grattacieli e palazzetti fatti di specchi completamente condizionati e ricchi di confort. Costruzioni vuote come le teste degli urbanisti. Costruiti rubando pezzi di terreni agricoli in cambio di promesse che non si realizzeranno mai, terreni che cambieranno di proprietà prima di diventare edificabili da piani regolatori ritoccati.
Ponti che congiungeranno strade dove non passa nessuno, centri commerciali per decine di nuovi imprenditori infranchising, nuove stazione nel nulla dove all’indomani dell’expò le ferrovie sopprimeranno la fermata, nuovi cinema multisala gestiti dal racket del popcorn.
Grandi cordate di imprese che si aggiudicheranno gli appalti nonostante siano le stesse coinvolte negli scandali, nelle ruberie e nelle speculazioni con il supporto di banche affiliate che recicleranno fiumi di danaro proveniente dalle cosche.
Vedo già due grandi mani che si fregano l’un l’altra.
E inaugurazioni. Tagli di nastri di nuove "infrastrutture" di proprietà di esselunga di banca intesa di fiat o dicchissà quale impresa indo-cino-americana. Uno dieci cento nastri. Con le telecamere e i discorsi riciclati da vecchi comizi. Tutti con la fascia tricolore. Bianco rosso e verdone.
E poi spettacoli a iosa. Bocelli, fiorelli, nannini, pirini come se piovesse. Tutti strapagati con i quali si potrebbe cambiare la faccia della cultura a Milano e che verranno spesi invece in faraoniche rappresentazioni di una sera. Come fanno quei piccoli paesi del sud che non hanno l’acqua ma spendono 1 miliardo per la festa del patrono.
E grandi sfilate di moda dove si potranno ammirare vestiti che non potremo comprare mai ma dei quali dobbiamo essere orgogliosi perché sono made in italy. Made in Secondigliano per la precisione.
Politica, cultura e mercato. Il massimo per Milano. Una enorme festa in stile craxiano.
Cibo a volontà, alcool, cocaina, puttanoni e un grande waltzer da far girare la testa e perdere il senso della realtà, come un carnevale il 2 novembre, come un capodanno a baghdad, come un rave sul titanic.
Una sbronza. Una sbronza colossale dalla quale ci sveglieremo il mattino dopo.
Disfatti.
La testa rotta, vuoti di memoria, ma consci di non aver trombato.
Ci accorgeremo di aver dormito sul divanetto del ristorante, ormai deserto.
Porteremo la mano alla tasca per cercare le sigarette e troveremo un foglietto. Cazzo il conto!
Flavio Pirini
Venghino Signori venghino
È di scena
Il mercato dal primo aprile e non è un'orata d'Aprile e non dovete fare il mutuo pagate i tre orate.
'DIO MERCATO CHORUS'
Al Teatro di Ringhiera
..e la consumazione è obbligatoria!!
In scena Walter Leonardi, i suoi musicisti e il coro si lasceranno “comprare”, offrendo al pubblico monologhi e canzoni, coreografie interventi ed ospiti nel rispetto delle regole del Mercato, unico valore rimasto dopo la morte delle ideologie novecentesche.
Se l’ego ha sepolto marxismo e capitalismo ed è diventato prodotto e compratore, il teatro si adegua!
Teatro di Ringhiera
via Boifava 17, ore 21.00
MILANO
BIOGRAFIA RAFAEL:
Rafael Andres Didoni non si ricorda dove nasce ma è sicuro fosse il 1971 e facesse freddo.
Bambino prodigio, si ispira, fin dai primi anni di vita e senza saperlo, a Udinì. E’, infatti, capace di dormire talmente profondamente da azzerare tutte le funzioni vitali e i sensi per parecchie ore (capacità che continua a mantenere anche da adulto).
La passione per la musica nasce intorno ai tre anni suonando, con un cucchiaio di legno, il fratellino di pochi mesi. Un anno dopo, dirige la sua prima orchestra nascosto dietro ad un albero con una bacchetta immaginaria ad una sagra della salamella sulle Dolomiti.
Nomade più perché fa artista che per natura, gira il Mondo con il carrello-tenda del padre spingendosi fino ai monti intorno a Vimodrone.
A ventitrè anni vanta già una ricca produzione di poesie e canzoni pubblicate in 79 lingue ed utilizzate, in tutto il mondo, dai santoni per accompagnare i suicidi di massa dei loro adepti.
A ventiquattro anni, scopre che salire su un palco anestetizza il dolore e, piuttosto che farsi curare dal dentista o rivolgersi ai medici in generale, intraprende la carriera di comico.
Non dimentica, tuttavia, la sua vena cantautorale e, nel 2000, spende più di quanto possiede per fare il suo primo disco. Ad oggi ne esiste una copia sola nel cruscotto della sua auto e viene utile per levare il ghiaccio dai vetri in pieno inverno.
Costretto a prostituirsi con diversi mestieri per ripagare i debiti, incontra, in piscina, Sandra Bullock che era partita dal Maine decisa, quel giorno, a fare “due bracciate”.
Attualmente vive a Milano, felice che quella macchia sulla camicia bianca sia una macchia e non un tumore.
Il suo più grande successo è riuscire a tornare a casa ogni sera ricordandosi dove abita, con chi, il cappello, la chitarra, lo zaino, il portafoglio, le chiavi di casa, il cellulare, la chiavetta USB….


IO VORREI CAPIRE PERCHE’ FUORI MILANO
Di Walter Leonardi
Sono andato ad abitare fuori Milano, si a Nord di Milano, sai ero stanco della metropoli
tutto quello smog, traffico
o ma io sto fuori Milano uso il treno e ci metto 27 min ad arrivare alla stazione di cadorna, che poi è a un passo dal mio ufficio.
Era a un passo,
ha traslocato
si è trasferito fuori Milano
a Sud
si infatti devo prendere il treno fino alla stazione Nord, poi prendo il passante ferroviario per arrivare alla stazione sud e poi il treno per arrivare al mo ufficio
però così vivo sempre fuori città… che culo
si perché anche il mio ufficio è completamente immerso nel nulla, c’è solo l’edificio e il cartello della fermata della navetta, che ci porta dalla stazione all’ufficio e viceversa, ma tanto ci mette 10 min, senza traffico una volta due ore.
In Pratica mi alzo alle 534 del mattino per essere in ufficio alle nove, e esco dal lavoro alle 18 per essere a casa alle 21 48…
Come abitassi a Bologna che è Molto più bella di Milano.

Invenzioni
di Pozzoli De Angelis li trovate nei vecchi inventati e sono: CIAO ALONE- PENE SFORZESCO E CUCU' LA FORFORA NON C'E' PIU'

Auguri per tutto l'anno
DA: Gianluca De Angelis- Gianmarco Pozzoli- Angelo Ciccognani- Rafael Didoni- Walter Leonardi- Paolo Brandolini- Didi Mazzilli- Pasqualino Conti- Flavio Pirini- Alberto Azaria-Concetto Serranò- Gianni Resta- Folco Orselli- Alessio Tagliento- Enzo Costantino- Michele Annunziata- Lucia Vasini- E da tutti quelli che hanno fatto la storia dello SCALDASOLE e anche da Francesco Nuti e dall'inventato Christian Tedesco- Conti- Aisa "Isa Donelli- Mile- Christian Raimondi- Alessia Gemma e Giulietta dei Sospiri.
Ci vediamo l'anno scorso e anche quest'anno ci leggiamo ci vediamo e ci sentiamo. Lasciate un messaggio grazie vi richiameremo dopo possile.

WALTER LEONARDI
1 GAS

Io vorrei capire il perché
fai che faccio parte dei GAS?
Ecco lo sapevo, sei diventato terrorista
Ma va, quale terrorista. Sono i gruppi di acquisto solidale
Solidale a chi?
Eh al gruppo, cioè noi siamo un gruppo e compriamo i generi alimentari assieme e poi ce li dividiamo
Andate a fare la spesa assieme, anche io ci vado sempre con Carlo, sai lui mi fa ridere un casi…
Ma no, noi compriamo direttamente dai produttori, e solo da produttori ecologici e biologici, certificati. Non da quelli industriali che inquinano
Ah, ah, cioè?
Per esempio: la carne: noi compriamo una vacca intera in toscana e poi la dividiamo tra gli elementi del gruppo. Le mele compriamo 100 casse di mele in trentino e poi le dividiamo, così anche per l’insalata e i formaggi, tutto insomma.
Ah ho capito, ma scusa, non potete andare al super
Ma va al super ormai vendono solo roba malsana, fa male e in più spendi un sacco di soldi, invece coi GAS tu vai direttamente in toscana ti scegli la vacca e il contadino te la macella e te la da.
Allora è contadina
Perché?
E se te la da…
Perché ti frequento, cancella il mio numero.

Ma cosa stai dicendo, ti da la carne della vacca che ha appena macellato,
Ah, si scusa.
Conviene, mangi benissimo tutto ecologico, e poi risparmi un sacco di soldi, l’ultima volta che ci sono andato ho fatto il calcolo e ho risparmiato il 30%.
Ho capito. Ma scusa come fai ad andare in toscana a prendere la vacca
Con la jeep.


Occhi. di: Paolo Brandolini
Una baldracca polacca da quattro soldi che in quella notte non batteva un chiodo neppure per due, passeggiava nervosamente con tanti progetti sotto i tacchi e un cazzo per la testa (ovvio, no?).
D’un tratto da un cespuglio vicino alla donna balzò fuori Jack lo Squartatore che, resosi conto che tore da squartare in giro non ce n’erano, si dileguò all’istante.
La baldracca polacca si sentì tranquilla e si sedette su una pietra a fumare una sigaretta in rilassata solitudine.
Rilassatezza forse ma… solitudine no di certo!
Due occhi color rognone di vitello la fissavan o da dietro un cespuglio e, piano piano si ingrandivano assumendo la forma di un topo lattiginoso col muso da odontoiatra isterico con due occhi a pois blu e blu che piano piano si ingrandivano assumendo la forma di un finocchio con la faccia da culo e tre occhi color del materasso del signor Giacomelli di Padova che, pian piano si ingrandivano trasformandosi in un cardo asinino a forma di pomodoro transgenico con due occhi di gallina turca emigrata a Bombay per amore di un cavallo iconoclasta con un occhio ciclopico che d’incanto si trasformava in una mostruosa motocicletta Kava e Saki dall’aspetto tetro e sanguinolento col chiaro intento antropofago nei confronti della povera...
La baldracca si svegliò di soprassalto e si avviò lesta al bordello dove soggiornava mesta senza grilli per la testa ma contenta di aver preso una solenne decisione: prima di dormire non avrebbe più mangiato frittata con cotiche e cherosene!

Un saluto al socio Didi Mazzilli ancora vivo ma no per linventato.


BIOGRAFIA DI FLAVIO PIRINI
Flavio Pirini viene trovato nella foresta pluviale nel 1969 .all’età di 9 anni, da una scolaresca del Maine in gita.
Vestito del solo pelo, folto in tutto il corpo tranne che sulla testa, aveva già con sé una chitarra artigianale ed un repertorio consolidato di canzoni.
7 raccolte gold. 2 cd per raccolta di 14 canzoni l’uno.
Una lucida e ironica analisi della realtà sociale e politica della foresta pluviale .
Il tutto ovviamente Live.
Toccanti.
Prezzo: 1 pianta di Aloe + 1 casco di Banane….
Il distacco forzato dalla foresta risulterà traumatico per il giovane Pirini che sofferente ma carico della sua poesia darà vita nel 2003 forse all’album più bello e denso della sua carriera dal titolo:” La Saudaji Mi Fà Una Pippa!”
Attualmente non stà bene.
« Home page
L'INVENTATO Testata comica - redazione@linventato.it - www.linventato.it - www.laboratorioscaldasole.com - home page - numeri precedenti